Se è vero che il lavoro può essere una parte importante della vita, è altrettanto vero che non è detto sia "la parte più importante": necessaria, nobile (e nobilitante), appassionante, coinvolgente, che spesso diventa un’esperienza "totale". Però poi ci sono tante altre cose altrettanto importanti, se non più importanti, che, per come la vedo, bisogna cercare di coltivare, curare, assistere, crescere e, possibilmente, migliorare: il rapporto con se stessi, quello con gli altri, anche se non sempre si riesce a capire o a spiegare e a spiegarsi, e poi lo studio (non inteso come locale... !!!!!!!) di ciò che ci appassiona, e le mille pieghe e le mille prove della vita, con le quali confrontarsi non sempre è facile, ma per certo di grande arricchimento... l’importante è provarci con grande sincerità, spontaneità, candore, e non sorprendersi troppo se non si viene capiti, se non è cosi per tutti e se c’è chi snobba o chi punta sempre il dito...

Mi fanno ridere quelli che “siamo gli unici ad abitare l’universo”, quelli che sono sicuri di averla fatta franca, quelli che si prendono sul serio sempre, comunque, ma soprattutto troppo; quelli che credono di riuscire a fuggire da se stessi, quelli che ostentano potere credendo davvero che il potere sia quello. E poi quelli che ribaltano la frittata per scelta di vita, quelli che è sempre colpa di quell’altro, quelli che sono convinti di essere naturalmente i migliori ma non hanno combinato ancora un cazzo, quelli che si vendono per grandi musicisti ma non sanno spiegare la differenza tra un do e un carro bestiame, quelli che hanno scritto in fronte la loro falsità ma sono convinti che non si veda, Stanlio e Ollio, Toto’, Carlo Verdone e i politici...

Mi affascinano quelli che hanno un sorriso lieve sulle labbra e una grande sicurezza in fondo al cuore, quelli che respirano lentamente, quelli che riescono ancora a sognare ad occhi aperti, i romanzi di fantascienza, il suono delle chitarre Martin, gli stormi di uccelli che si muovono all’unisono, le camminate in montagna che rimani solo a studiarti e cercare di capirti, osservare lo scorrere dell’acqua seduto in riva al fiume; e mi affascinano anche i Monaci Buddisti in meditazione, le mattine bianche di quella nebbia che non vuole svelare il giorno, quelli che riescono a perdonarsi, quelli che riescono a perdonare, quelli che hanno la forza di chiedere scusa, quelli che riescono a ridere di se stessi, i pizzoccheri di mia suocera...

Sono dispiaciuto per quelli che non ho capito e che involontariamente ho fatto soffrire, per quelli che usano la religione come scusa, per quelli che s’impegnano per non capire, per quelli che nascondono in un calderone di bugie la loro mediocrità, per quelli che credono ancora che il nostro pensiero sia soltanto una reazione chimica, per quelli che ottundono con droghe pesanti o alcool la voce del loro cuore sicuri che smetterà di urlare, per i fratelli del Tibet, per tutti gli altri fratelli del mondo che vivono oppressi, per quelli che fanno del male certi che non tornerà indietro con gli interessi...

Ringrazio Stevie Wonder, gli EW&F, Ray Charles, Whitney Houston, JS Bach, Bill Evans, George Gershwin, The Beatles, George Benson, Aaron Copland, John Williams, Lang Lang, Daniel Baremboim, Richard Wagner (e qui mi fermo, la lista potrebbe andare avanti per almeno un quarto d’ora...), per tutte le migliaia di volte che mi hanno fatto venire la pelle d’oca; poi ringrazio tutti quelli che ci hanno creduto, e anche tutti quelli che non ci hanno creduto (questa è la parte più divertente, loro mi hanno dato grande forza...), quelli che sono scappati a gambe levate accampando scuse meschine con parole sentite altrove, risparmiandomi il fastidio di mandarli “là“ e togliendosi di mezzo da soli, quelli che hanno cercato di dar spiegazioni insulse arrampicandosi sugli specchi e “là” ho dovuto proprio mandarceli (almeno hanno saputo cosa ne pensassi, e mi sono sfogato...), quelli che hanno preteso di insegnarmi com’è la vita mostrandomi con modi o atteggiamenti tutto quello che non sarei mai voluto diventare; quelli che mi hanno rispiegato quando è successo che non avevo capito, quelli che continuano giornalmente a mostrarmi la direzione, quelli che mi sono stati vicino quando sono stato male, quelli che quando stavo male sono spariti, così si conoscono meglio le persone... E poi: Raffaella (che pazienza...), il dottor Menani, Frank, Tonino, Lilla, il giradischi di Rolando, Luciano Beretta, il cortile di via Preneste 6, Dido Grecchi, Cristina Giovanelli, la Rossa, Lisetta Landoni, il Maestro Massimo Colombo, il Maestro Filippo “Felicino” Dacco’, i miei genitori, e una lista lunga così di altre persone speciali che sempre mi hanno sorriso e continuano a farlo.  Ed infine la musica, senza la quale la mia vita sarebbe probabilmente stata una misera cosa: sto vivendo il sogno che sognavo da bambino... ed ancora non sono così sicuro di essermi svegliato.