​GINO DE STEFANI

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GINO DE STEFANI

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Gino De Stefani Punti di vista

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Gino De Stefani

È vero che il lavoro può essere una parte importante della vita, ma è altrettanto

vero che non è detto sia “la parte più importante”: necessaria, nobile

(e nobilitante), appassionante, coinvolgente, che spesso diventa un’esperienza

“totale”.        Però poi ci sono tante altre cose altrettanto importanti che sarebbe

bello (non dico necessario…) cercare di coltivare, curare, assistere, crescere e,

possibilmente, migliorare: il rapporto con se stessi, quello con gli altri, anche se

non sempre ci si riesce a spiegare o a capire; poi l’approfondimento di ciò che ci

appassiona, e ancora le mille pieghe e le mille prove della vita, con le quali

confrontarsi non sempre è facile, anzi, ma per certo sono di grande

arricchimento…….l’importante è provarci con grande sincerità, spontaneità,

candore, e non sorprendersi troppo se non si viene capiti, se non tutti la vedono

così, se c’è chi snobba e, come sempre, chi punta il dito accusatore……..spesso

questi ultimi dovrebbero smettere di rompere le palle e comperare uno

specchio per guardarsi.

 

 

Mi fanno ridere quelli che “siamo gli unici ad abitare l’universo”, quelli che sono

sicuri di averla fatta franca, quelli che si prendono sul serio sempre (…ma non ti

rilassi mai…???), quelli che credono di riuscire a fuggire da se stessi, quelli che

ostentano il “potere” credendo davvero che il potere sia quello; e poi quelli che

ribaltano la frittata per scelta di vita, tanto è sempre colpa di quell’altro; quelli

che sono convinti di essere naturalmente i migliori ma non hanno combinato ancora un cazzo, quelli che se la tirano da grandi musicisti (….e ne ho visti..!!) ma non sanno spiegare la differenza tra un “do” e un carro bestiame, quelli che hanno scritto in fronte la loro falsità e sono convinti che non si veda, Stanlio e Ollio, Toto’, Carlo Verdone e i politici (quelli mi fanno ridere proprio tanto, campioni del mondo….).

 

 

Mi affascinano quelli che hanno un sorriso lieve sulle labbra e una grande sicurezza in fondo al cuore, quelli che respirano lentamente, quelli che riescono ancora a sognare ad occhi aperti: poi i romanzi di fantascienza, il suono delle chitarre Martin, gli stormi di uccelli che si muovono all’unisono, le camminate in montagna che rimani solo a studiarti e provare a capirti (lì comincia il difficile…), osservare lo scorrere dell’acqua seduto in riva al fiume; e mi affascinano anche i Monaci Buddisti in meditazione, le mattine bianco-latte di quella nebbia che non vuole svelare la luce del giorno; quelli che riescono a perdonarsi, quelli che riescono a perdonare, quelli che hanno la forza di abbassare gli occhi e chiedere scusa, quelli che riescono a ridere di se stessi, i pizzoccheri di mia suocera……

 

 

Sono dispiaciuto per quelli che non ho capito e che involontariamente ho fatto soffrire (eh, mi è successo, sono anche riuscito a fare qualche casino….), per quelli che usano la religione come scusa, per quelli che s’impegnano per non capire, per quelli che nascondono in un calderone di bugie la loro mediocrità, per quelli che credono ancora che il nostro pensiero sia soltanto una reazione chimica; per quelli che ottundono con droghe pesanti o alcool la voce del loro cuore, convinti che smetterà di urlare; per i fratelli del Tibet, per tutti gli altri fratelli nel mondo che vivono oppressi, per quelli che fanno del male sicuri che tanto a loro non tornerà indietro con gli interessi….

 

 

Sono anche dispiaciuto perché stiamo rovinando questo meraviglioso Pianeta nella maniera più insulsa e bieca, ed ormai sembra non ci sia una qualche via di ritorno: anche se di mio sono ottimista, sembra di vedere un’arancia spremuta fino all’ultima goccia di succo, ed un branco di pochi assatanati che cerca di cercare di farne uscire ancora, senza rendersi conto che sarebbe ora di farsi un esame, seppur tardivo, di coscienza; magari cercare di rimettere le cose, anche parzialmente, a posto, e dare speranze alle generazioni che verranno.

Greta forse è un po’ “tanta”, però serve, è necessaria, e lo sa…

 

 

 

RINGRAZIAMENTI

 

Ringrazio Stevie Wonder, gli EW&F, Ray Charles, Witney Houston, JS Bach, Bill Evans, George Gershwin, The Beatles, George Benson, Aaron Copland, John Williams, Lang Lang, Daniel Baremboim, Richard Wagner, Sergei Rachmaninoff (e qui mi fermo, la lista potrebbe andare avanti per almeno un quarto d’ora…), per tutte le migliaia di volte che mi hanno fatto venire la pelle d’oca.

 

Poi ringrazio tutti quelli che ci hanno creduto, e anche quelli che non ci hanno creduto (ah, questa è la parte più divertente, loro mi hanno dato grande forza…)

 

E poi ringrazio anche quelli che hanno preteso di insegnarmi com’è la vita mostrandomi, col loro modo di fare, tutto quello che non sarei mai voluto diventare; quelli che mi hanno rispiegato quando è successo che non avevo capito (è successo, è successo...), quelli che continuano giornalmente a mostrarmi la direzione, quelli che mi sono stati vicino quando sono stato male, quelli che quando stavo male sono spariti: questo è stato il miglior modo per conoscere davvero le persone… 

Infine ringrazio: Raffaella (che pazienza….), il dottor Menani (una vita a braccetto…), Frank, Tonino, Lilla, Walter, il giradischi di Rolando, Luciano Beretta, il cortile di via Preneste 6, Dido Grecchi, Cristina Giovanelli, la Rossa, Lisetta Landoni, il Maestro Massimo Colombo, il Maestro Filippo “Felicino” Dacco’, i miei genitori, e poi ci sarebbe anche una lista lunga così di altre persone speciali che sempre mi hanno sorriso e continuano a farlo; infine la musica, senza la quale la mia vita sarebbe probabilmente stata una cosa molto differente: sto vivendo il sogno che sognavo da bambino…….ed ancora non sono mica così sicuro di essermi svegliato.

 

Consapevole che la musica più bella che ho scritto è la prossima, continuo con la serenità e l’esperienza di un vecchio giovane…..così mi sento: costantemente propositivo, alla faccia degli anni, dell’artrosi e delle difficoltà di un periodo storico strano come quello che stiamo vivendo.

Ed un sorriso grande nel cuore.

GrantCochrane
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